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Bullismo e cyberbullismo: in arrivo le nuove regole

Bullismo e cyberbullismo: in arrivo le nuove regole

E’ entrata in vigore il 14 giugno 2024 la L. n. 70 del 17 maggio 2024 (in G.U. 125 del 30 maggio 2024) intitolata Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

Approvata all’unanimità in seconda lettura alla Camera, la legge modifica e integra la precedente L. n. 71 del 20 maggio 2017 (Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo).

Proviamo a darne una prima e sommaria lettura, rinviando ad altro momento una riflessione più approfondita. 

Bullismo e cyberbullismo 

La prima interessante novità, di cui si avvertiva fortemente il bisogno, era l’integrazione del fenomeno del bullismo all’interno della legge del 2017, carente appunto della definizione del fenomeno radice, in quanto, come si evince chiaramente dai titoli delle due normative, nel 2017 ci si concentrò esclusivamente sul cyberbullismo, lasciando fuori tutto ciò che ha a che fare con la vita reale. Con la legge di recente approvazione il perimetro tracciato nel 2017 si allarga al bullismo a tutti gli effetti. 

Si rinnova l’obiettivo di considerare le azioni di prevenzione e contrasto aggiungendo a tal fine una delega al Governo per una futura integrazione mediante legislazione delegata. 

 

Alcune definizioni e riferimenti normativi 

Prima di compiere qualche riflessione sulla nuova normativa, ricordiamo qualche definizione della legge del 2017.

Art. 1     Finalita’ e definizioni

  1. La presente legge si pone l’obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di eta’ nell’ambito delle istituzioni scolastiche.
  2.  Ai fini della presente legge, per «cyberbullismo» si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identita’, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonche’ la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o piu’ componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

 

Per la lettura integrale del testo della l. 71/2017 si rinvia al seguente link https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/03/17G00085/sg

Per una sintesi dei punti salienti della l. 71/2017 si rinvia al seguente contributo di Save the children https://www.savethechildren.it/blog-notizie/la-legge-contro-il-fenomeno-del-cyberbullismo-5-punti#:~:text=Il%2018%20giugno%202017%20%C3%A8,Ufficiale%20il%203%20giugno%202017., dove è possibile reperire il testo delle Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo ed. 2017 nonché siti e contatti utili. 

Tornando alla legge di recente approvata, il testo integrale e reperibile al seguente link https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-05-30&atto.codiceRedazionale=24G00086&elenco30giorni=false

Il primo dei sei articoli di cui la l. 70/2024 si compone ha un titolo programmatico che non lascia dubbi: Modifiche alla legge 29 maggio 2017, n. 71 e infatti il comma 1 della disposizione si dedica proprio a colmare il vuoto lasciato nella legge del 2017.

1. Alla legge 29 maggio 2017, n. 71, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 1:
1) il comma l e’ sostituito dal seguente:
«1. La presente legge e’ volta a prevenire e contrastare i
fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le loro
manifestazioni, in particolare con azioni di carattere preventivo e
con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori,
sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di
illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo ed educativo e assicurando l’attuazione degli interventi, senza distinzione di eta’,
nell’ambito delle istituzioni scolastiche, delle organizzazioni degli enti locali, sportive e del Terzo settore che svolgono attivita’ educative, anche non formali, e nei riguardi dei soggetti esercenti la responsabilita’ genitoriale,cui incombe l’obbligo di orientare i figli al corretto utilizzo delle tecnologie e di presidiarne l’uso»;

 

Accogliamo con entusiasmo la scelta di responsabilizzare in primis i genitori dei minori nell’uso delle tecnologie, chiamandolo a presidiarne l’uso. Un evidente aggancio all’eventuale responsabilità per omessa vigilanza che in generale vige sui genitori di figli infradiciottenni.

2) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Ai fini della presente legge, per “bullismo” si
intendono l’aggressione o la molestia reiterate, da parte di una
singola persona o di un gruppo di persone, in danno di un minore o di
un gruppo di minori, idonee a provocare sentimenti di ansia, di
timore, di isolamento o di emarginazione, attraverso atti o
comportamenti vessatori, pressioni o violenze fisiche o psicologiche,
istigazione al suicidio o all’autolesionismo, minacce o ricatti,
furti o danneggiamenti, offese o derisioni»;

 

Tra il comma 1 dell’art. 1 della vecchia l. 07/2017 e il comma 2 dello stesso (dedicato alla definizione di cyberbullismo) è inserito in comma 1 bis contenente la definizione di bullismo: il cerchio si chiude con il pezzo che mancava.

Il bullismo è fattispecie diversa dalla sua estensione in versione social-virtuale. Il bullismo si svolge nei corridoi delle scuole, nelle palestre, nel cortile, nei campi estivi … ecc. ecc. Forse è proprio la forma più insidiosa e meno palese di prevaricazione oltre che cronologicamente più datata. Inconcepibile quindi pensare che il fenomeno potesse rimanere regolato solo dagli  strumenti generici suggeriti prevalentemente dal codice penale. 

A parte le specifiche modifiche e integrazioni finalizzate ad adeguare le disposizioni della vecchia legge ad esigenze di completezza in materia anche di bullismo, spiccano alcune importanti novità, alcune delle quali avranno un enorme impatto sulle scuole, in prima fila chiamate a stare al passo.

Le alte modifiche

Sempre l’art. 1 della l. 71/2024 inserisce un articolo 4 bis alla l. 70/2017 istituendo il Servizio di sostegno psicologico agli studenti, un servizio in base al quale le Regioni possono adottare iniziative affinché sia fornito alle istituzioni scolastiche che lo richiedano un servizio di sostegno psicologico agli studenti:  

«Art. 4-bis (Servizio di sostegno psicologico agli studenti). –
1. Per l’attuazione delle finalita’ della presente legge, le regioni
possono adottare iniziative affinche’ sia fornito alle istituzioni
scolastiche di ogni ordine e grado, che lo richiedano, anche tramite
convenzione con gli uffici scolastici regionali, nei limiti delle
risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, un servizio di sostegno
psicologico agli studenti, al fine di favorire lo sviluppo e la
formazione della personalita’ degli studenti medesimi nonche’ di
prevenire fattori di rischio o situazioni di disagio, anche
attraverso il coinvolgimento delle famiglie»;

L’articolo 2, al comma 1, modifica la legge sull’istituzione e sul funzionamento del Tribunale per i minorenni (Regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835, c.d. “legge minorile”).

L’art. 3 contiene la delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo. La delimitazione della futura azione del Governo è tracciata dai principi e criteri contenuti nella delega. Si rinvia alla lettura integrale dell’art. 3, che fissa al Governo tempo 12 mesi per l’adozione di uno o più decreti legislativi nel rispetto delle indicazioni che di seguito passa a dettagliare. “I decreti legislativi di cui al comma l sono adottati su proposta del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro della giustizia, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la famiglia, la natalita’ e le pari opportunita’” (comma 2). 

L’ art. 4 della legge istituisce la Giornata del rispetto che cadrà il 20 gennaio: nella settimana che precede la Giornata, le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, riserveranno adeguati spazi per lo svolgimento di attività didattiche volte a sensibilizzare gli alunni sul significato della ricorrenza stessa e delle attività previste dalla legge. 

L’art. 5 prevede la necessità dell’adeguamento del regolamento di cui al DPR 24 giugno 1998 n. 259 (cd. Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria), prevedendo l’impegno della scuola a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare l’emersione di episodi di bullismo e cyberbullismo, di situazioni di uso o abuso di alcool o di sostanze stupefacenti e di forme di dipendenza e integrando la disciplina relativa al Patto educativo di corresponsabilità con la previsione dell’espressa indicazione di tutte le attività di formazione, curriculari ed extracurriculari, che la scuola o i docenti della classe intendono organizzare a favore degli studenti e delle loro famiglie, con particolare riferimento all’uso della rete internet e delle comunità virtuali.

Tutte le novità dovranno essere realizzate senza nuovi oneri a carico delle finanze dello Stato.

Torneremo a parlare dell’argomento con i dovuti approfondimenti ed uno sguardo particolare alle scuole.

© Annunziata Candida Fusco