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[SPESE STRAORDINARIE NON CONCORDATE: IL NUOVO ORIENTAMENTO DELLA CASSAZIONE]

[SPESE STRAORDINARIE NON CONCORDATE – SEPARAZIONE – NUOVO ORIENTAMENTO GIURISPRUDENZIALE]

“Nel caso di mancata concertazione preventiva e di rifiuto di provvedere al rimborso della quota di spettanza da parte del coniuge che non le ha effettuate, il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all’interesse del minore mediante la valutazione della commisurazione dell’entità della spesa rispetto all’utilità e della sostenibilità della spesa stessa rapportata alle condizioni economiche dei genitori (Cass. 16715 del 30 luglio 2015; Cass. 23 febbraio 2017 n. 4753)” – Cass. sez. VI civ., ordinanza 22 febbraio – 6 settembre 2018 n. 21726.

 

Le decisioni di maggior interesse per i figli

In base all’art. 337 ter cc, vista la regola generale dell’affido condiviso in caso di separazione tra i coniugi, le decisioni di maggior interesse per i figli sono assunte di comune accordo dai genitori. Principio quest’ultimo che va applicato anche alle scelte di natura economica laddove il codice prevede che il provvedimento del giudice relativo alla prole fissa “la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento …”. Orbene, solitamente nel provvedimento giudiziale si stabilisce a carico del genitore non collocatario, oltre all’obbligo di corresponsione dell’assegno di mantenimento, anche quello di contribuire alle spese straordinarie in misura percentuale del 50% (o altra percentuale).

Occorre precisare che non è detto che una spesa straordinaria sia sempre una spesa di maggior interesse per il minore (si pensi ad una spesa assolutamente ludica o superflua o addirittura diseducativa); ad ogni modo l’orientamento su accennato della recente Cassazione è nel senso della non necessità della preventiva concertazione della spesa straordinaria.

 

La questione

Il punto nodale del revirement della Cassazione è il seguente: il principio del maggior interesse dei figli è preminente sulla previsione della necessità di accordo tra i coniugi richiesto in caso di decisioni di una certa importanza, tra cui possono rientrare alcune spese straordinarie.

Anche la previsione, come spesso accade, di un obbligo riportato nel provvedimento giudiziale di previa comunicazione del preventivo di spesa al coniuge che non la sostiene non può diventare vincolante al punto tale che, in caso di inosservanza, sia precluso il diritto al rimborso.

Non esiste un obbligo di concertazione preventiva tra i coniugi per effettuare spese straordinarie che corrispondano al maggior interesse dei figli. Allorchè non vi sia accordo tra le parti ed uno dei due genitori si rifiuta di provvedere alle spese corrisposte dall’altro, “il giudice è tenuto a verificare la rispondenza delle spese all’interesse dei minori mediante una valutazione sulla commisurazione della entità della spesa rispetto alla utilità che ne deriva ai minori e sulla sostenibilità della spesa stessa se rapportata alle condizioni economiche dei genitori” – (Cass. 2 febbraio 2016 n. 4182).

 

I criteri di valutazione del giudice

In conclusione, l’opposizione del coniuge che non ha affrontato la spesa non sarà accolta sic et simpliciter per il solo fatto che la stessa non sia stata concertata bensì solo se il giudice riterrà superati i tre criteri indicati innanzi e ormai confermati più volte dalla Cassazione:

  • La spesa sborsata rispondeva all’interesse del minore;
  • La spessa sborsata era commisurata all’utilità ricavata dal minore;
  • La spesa sborsata era “sostenibile” se rapportata alle condizioni economiche dei genitori.

©  Annunziata Candida Fusco