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Vacanze estive e affidamento condiviso: distribuzione non paritaria dei periodi di permanenza presso i genitori

Vacanze estive e affidamento condiviso: distribuzione non paritaria dei periodi di permanenza presso i genitori

Cass. civ., ord. 16 giugno 2021, n. 17221

Il caso qui esaminato prende le mosse da una sentenza della Corte d’Appello di Torino, la quale, nel confermare l’affido condiviso in capo ai coniugi, amplia il periodo di permanenza dei figli presso il padre durante le vacanze estive. Il padre ricorre in Cassazione, denunciando, tra gli altri motivi, proprio la violazione del principio della paritaria permanenza della prole preso i genitori, ritenendo altresì la necessità di collocarli presso i predetti a settimane alterne.

La Corte di Cassazione, con un atteggiamento non nuovo, pur confermando i suoi principi consolidati, manifesta la priorità di soluzioni diverse basate sull’ interesse alla salvaguardia del benessere dei minori. Pertanto l’applicazione del principio della collocazione paritaria e simmetrica va bene se in linea con lo sviluppo armonioso della personalità dei figli e con le loro esigenze connesse all’età e alla loro capacità di scegliere ciò che per loro può essere meglio.

 

“ … secondo il consolidato orientamento di questa Corte, il regime legale dell’affidamento condiviso, tutto orientato alla tutela dell’interesse morale e materiale della prole, deve tendenzialmente comportare, in mancanza di gravi ragioni ostative, una frequentazione dei genitori paritaria con il figlio, tuttavia nell’interesse di quest’ultimo il giudice può individuare un assetto che si discosti da questo principio tendenziale, al fine di assicurare al minore la situazione più confacente al suo benessere (Cass. n. 19323 del 17/09/2020; Cass. n. 9764 del 08/04/2019). Per tale ragione, la regolamentazione dei rapporti con il genitore non convivente non può avvenire sulla base di una simmetrica e paritaria ripartizione dei tempi di permanenza con entrambi i genitori, ma deve essere il risultato di una valutazione ponderata del giudice del merito che, partendo dall’esigenza di garantire al minore la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena, tenga anche conto del suo diritto a una significativa e piena relazione con entrambi i genitori e del diritto di questi ultimi a una piena realizzazione della loro relazione con i figli e all’esplicazione del loro ruolo educativo (Cass. n. 3652 del 13/02/2020). La decisione impugnata risulta adottata in conformità a questi principi, giacchè ha ricalibrato il diritto di visita del padre, ampliandolo; al contrario, la richiesta di collocazione alternata dei ragazzi non risulta assistita dalla esplicazione del concreto interesse dei minori, considerato che i ragazzi sono oramai grandi, per cui può ragionevolmente presumersi che si stiano avviando a gestire in autonomia il rapporto con i genitori ed a conciliarlo con una vita personale di studio, relazioni ed amicizie in progressivo sviluppo, di cui la censura non si fa alcun carico”.

 

© Annunziata Candida Fusco